L’estate è arrivata e finalmente non ho più il bagagliaio della macchina pieno: sci, scarponi piccozze e ramponi restano a casa ora, basta solo una paio di scarpette e un sacchetto per la magnesite. Il tempo è splendido e non si può resistere al richiamo delle montagne, dopo una settimana tra le falesie del cadore e qualche vietta in Tre Cime e Tofana, inizio ad avere qualche idea un po’ più belligerante.

Sento Andrea Cattarossi che, appena tornato dal Verdon è i forma smagliante, e decidiamo si salire su di una via tra il mito e l’oblio: Tempi Modernissimi, sul sasso delle Undici, aperta dal mitico Heinz Mariacher.

La parete è rivolta ad est e con queste temperature, è meglio aspettare l’ombra se si vuole provare a tenere quelle prese! Partiamo alle 11 dall’auto e a mezzogiorno siamo alla base della parete ancora illuminata dal sole, per cui tergiversiamo una mezz’oretta. Poi Andrea attacca il primo tiro, più per noia visto che la parete è ancora in pieno sole. Ad ogni modo è andata bene così visto che non avevamo chance di salire questo 7c+ bello tosto a-vista.

Catta sul 2º tiro

Le cose cambiano sul secondo tiro dove la difficoltà 7a+ ci permette di salire in libera, anche se la chiodatura si fa più allegra. 

Catta sul 3º tiro subito tosto

Il terzo tiro è stupendo, 40m di roccia grigia a buchi per arrivare su una bella nicchia.

La stupenda placca del 3º tiro

Sul quarto tiro ci diamo il cambio, salgo da primo su questo tiro geniale, un traverso verso sinistra porta su un bel diedro fessura, che non appena inizia a diventare difficile si lascia per attraversare verso destra, seguendo una successione di buchetti che permettono l’arrampicata libera (7b) su una placca altrimenti impossibile. Un tiro che per salire 10m è lungo 35!

Sul traverso verso sinistra del 4º tiro

Segue un’altro tiro in traverso di 7a. E un’altro stupendo tiro verticale su roccia bellissima sempre di 7a. Infine ci sarebbero due tiri di 6b su un grande diedro fessura dove la roccia cala di qualità, che noi abbiamo preferito non salire.

Dalla sosta del sesto tiro con una doppia da 60m si riesce a tornare alla grande nicchia del terzo tiro (meglio passare qualche rinvio scendendo), da dove con un’altra doppia da 50m si arriva a terra.

Avevo letto che la via non era molto bella, ed ero partito un po’ scettico, invece mi sono ricreduto, la roccia è quasi sempre stupenda e la linea geniale. La spittatura è ben lontana  dal renderla una via sportiva, anche se con una serie di tricam si riesce ad integrare in qualche punto, comunque l’avventura è assicurata. L’unico neo è forse il dover partire da freddi sul primo tiro, che è duro e parte subito con un bel movimento intenso.

TEMPIMODERNISSIMI - tracciato
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